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Come creare una scheda Google Business Profile che porta richieste

Per molte aziende locali la scheda Google porta più contatti del sito. È quasi sempre quella su cui non lavora nessuno.

Quando qualcuno cerca un fornitore vicino, la prima cosa che vede non è un sito: è un riquadro con tre schede, con voti, foto e distanza. La decisione su chi chiamare si forma li, prima che chiunque apra un sito. Per un'azienda locale questa è la vetrina più vista che possiede.

Le categorie contano più di tutto il resto

La categoria principale determina per quali ricerche la scheda può comparire. È il singolo campo con l'effetto più grande, e viene scelto in due secondi al momento della registrazione e mai più rivisto.

Va scelta la categoria che descrive cosa fate principalmente, non quella più ampia. Le categorie secondarie coprono i servizi collaterali, ma esagerare confonde: cinque categorie coerenti valgono più di quindici sparse.

Un controllo utile: guardate le categorie dei tre concorrenti che compaiono sopra di voi. Se usano una categoria che voi non avete, è un'informazione concreta.

Informazioni: la coerenza vale quanto la completezza

Nome, indirizzo e telefono devono essere identici, carattere per carattere, su scheda Google, sito e pagine social. Le varianti creano ambiguità, e l'ambiguità si paga in posizionamento.

Il nome deve essere il nome dell'azienda. Aggiungere parole chiave è contro le regole di Google e può portare alla sospensione della scheda, che è un problema molto più grande del vantaggio sperato.

Gli orari nei giorni particolari. Impostare gli orari delle festivita sembra un dettaglio ed e uno dei segnali di scheda viva più forti che Google raccoglie. E soprattutto evita la telefonata a vuoto, che è il modo più rapido per guadagnare una recensione da due stelle.

Foto: reali, recenti, del lavoro

Le schede con foto ricevono più clic, ma non tutte le foto contano allo stesso modo. Servono l'esterno riconoscibile per chi deve trovarvi, l'interno per chi entra, le persone al lavoro e soprattutto i lavori realizzati.

Il ritmo conta più della quantità: qualche foto al mese comunica un'attività viva. Un caricamento massiccio una volta l'anno no.

Recensioni: il vero motore

Le recensioni influenzano sia il posizionamento sia la scelta di chi guarda. Tre cose contano: quante sono, quanto sono recenti e come rispondete.

Cosa vale poco

I post sulla scheda hanno vita breve e incidono meno di quanto si dica: hanno senso per informazioni con una scadenza, come chiusure o promozioni. Riempire la sezione domande con domande scritte da voi è visibile e fa un effetto peggiore del silenzio; rispondere a quelle vere, invece, è utile.

I numeri da guardare

Nella sezione statistiche contano le azioni, non le visualizzazioni: chiamate partite dalla scheda, richieste di indicazioni stradali, clic verso il sito e messaggi. Sono contatti, e vanno confrontati mese su mese dopo ogni intervento, per capire cosa ha spostato qualcosa e cosa no.

Domande che ci fanno sempre

Quante recensioni servono?

Più della media dei vostri concorrenti nella stessa zona, con un flusso continuo. Venti recensioni recenti pesano più di ottanta ferme a tre anni fa.

Posso chiedere le recensioni ai clienti?

Si, chiederle è legittimo. Quello che non si può fare e comprarle, filtrarle in base al voto o incentivarle con sconti. Il momento giusto per chiedere e subito dopo la consegna, quando il lavoro è ancora fresco.

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati?

Le modifiche a categorie e informazioni si riflettono in poche settimane. Le recensioni agiscono più lentamente ma in modo più duraturo, ed è la leva che vale la pena presidiare nel tempo.

Scritto dal team Benhanced Aggiornato il

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