Chi apre la pagina di un'azienda che non conosce si fa quattro domande, sempre nello stesso ordine: cosa fate, e per chi lo fate, perché dovrei credervi, e cosa succede se vi scrivo. Una pagina che converte risponde a tutte e quattro sopra la piega, o poco sotto. Quasi tutti i siti aziendali rispondono bene alla prima, male alla seconda e per niente alla terza.
La prima schermata deve dire cosa fate, non chi siete
«Dal 1998 al vostro fianco» non dice nulla. La prima schermata ha un compito preciso: far capire in cinque secondi che tipo di azienda siete, per chi lavorate e cosa si può chiedervi. Le tre informazioni insieme, non una alla volta su tre pagine diverse.
Il modo più rapido per verificarlo e far leggere la pagina a qualcuno che non lavora con voi e chiedergli di riassumere cosa fate. Se ci mette più di una frase o sbaglia settore, la prima schermata va riscritta, non ridisegnata.
Le prove valgono più degli aggettivi
«Qualità, professionalita, affidabilita» sono parole che scrivono anche i vostri concorrenti, e per questo non spostano nulla. Le prove sono altre cose: numeri, nomi, date, foto del lavoro vero.
- Quanti anni, quanti progetti, quante persone. Numeri veri, anche piccoli.
- Nomi di clienti, se potete farli, o almeno il settore e la dimensione.
- Un caso raccontato in tre righe: problema, cosa avete fatto, come e andata.
- Foto del vostro lavoro e delle vostre persone. Non stock. Le foto stock si riconoscono, e comunicano l'opposto di quello che volevate.
- Certificazioni e requisiti, dove contano per il settore.
Un caso concreto con un numero dentro vale più di tre paragrafi di posizionamento. È quasi sempre e materiale che avete già, sparso fra mail e preventivi.
Un solo invito all'azione, ripetuto
Le pagine che chiedono cinque cose diverse ne ottengono zero. Scegliete l'azione principale, quella che vale davvero per il vostro business, e ripetetela lungo la pagina: in alto, dopo le prove, alla fine.
Le azioni secondarie restano, ma graficamente subordinate. Se il pulsante «scarica il catalogo» ha lo stesso peso di «chiedi un preventivo», state dicendo al visitatore che per voi le due cose valgono uguale.
Il canale di contatto conta quanto il messaggio. In molti settori WhatsApp raccoglie più richieste del form, perché la persona scrive in trenta secondi e riceve risposta senza aprire la posta. Se il vostro pubblico lavora dal cantiere o dal furgone, un pulsante WhatsApp visibile su ogni pagina vale più di un restyling.
Struttura consigliata per una pagina aziendale
| Blocco | Compito | Errore frequente |
|---|---|---|
| Apertura | Cosa fate, per chi, azione principale | Slogan generico |
| Problema | Nominare la situazione del cliente | Parlare di se |
| Servizi | Cosa si può chiedervi, in concreto | Elenchi indistinti |
| Prove | Numeri, casi, nomi, foto | Aggettivi |
| Obiezioni | Prezzo, tempi, come si lavora | Silenzio |
| Contatto | Form corto, telefono, WhatsApp | Solo un form lungo |
I tre errori che costano più richieste
Il form lungo. Ogni campo in più allontana qualcuno. Nome, contatto e una riga libera bastano quasi sempre: il resto si chiede in telefonata, dove peraltro si ottengono risposte migliori.
Il prezzo taciuto del tutto. Non serve un listino, ma un ordine di grandezza si. Chi non può permettervi si ferma prima, chi può arriva alla telefonata già orientato, e voi smettete di regalare ore a preventivi che non avevano speranza.
La pagina lenta su mobile. Le immagini non compresse sono la causa nel novanta per cento dei casi. Si risolve in mezza giornata, e spesso è l'intervento con il rapporto costo-beneficio più alto di tutto il sito.
Come si capisce se funziona
Non dal traffico. I numeri che contano sono tre: quante persone arrivano al blocco contatti, quante iniziano a compilare, quante inviano. Se molti arrivano in fondo e pochi inviano, il problema è il form. Se pochi arrivano in fondo, il problema sono i contenuti prima.
È utile anche contare le richieste che arrivano per canale, WhatsApp compreso. Nelle PMI locali il rapporto fra form e messaggi diretti e spesso rovesciato rispetto a quello che ci si aspetta.
Domande che ci fanno sempre
Quanti campi deve avere il form?
Tre o quattro: nome, contatto, e una riga libera. Ogni campo in più abbassa le richieste, e le informazioni che vi servono davvero le raccogliete meglio nella prima telefonata che in un modulo.
Meglio un sito nuovo o sistemare quello che c'è?
Nella maggior parte dei casi si sistema. Se la struttura regge è il sito e veloce, riscrivere i contenuti e rifare la pagina di contatto costa una frazione di un sito nuovo e produce quasi lo stesso effetto sulle richieste.
Quanto conta la velocità?
Molto sopra i tre secondi, poco sotto. Non è una gara di punteggi: la soglia da non superare è il momento in cui la persona torna indietro, e su mobile arriva prima di quanto si pensi.
Scritto dal team Benhanced Aggiornato il