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Come creare una pagina Facebook Business in modo corretto

Una pagina Facebook impostata male non si vede finché non serve. Poi arriva il giorno in cui bisogna fare pubblicità, e si scopre che manca l'accesso, la verifica o il ruolo giusto.

La pagina Facebook aziendale è quasi sempre nata per caso: l'ha aperta qualcuno con il proprio profilo, anni fa, e da allora funziona finché funziona. Il conto arriva quando serve fare pubblicità, collegare Instagram o dare accesso a un'agenzia, e si scopre che la struttura sotto non regge.

Proprietà e ruoli, prima di tutto il resto

La pagina deve stare dentro un portafoglio aziendale intestato alla società, non nelle mani di una persona. Ogni collaboratore accede con il proprio profilo e con un ruolo assegnato, e quando smette di lavorare con voi gli si toglie l'accesso senza toccare nient'altro.

I ruoli vanno dati al livello minimo utile. Chi pubblica non ha bisogno di gestire i pagamenti, e chi gestisce i pagamenti spesso non pubblica. La regola vale anche per l'agenzia esterna: riceve accesso, non proprietà.

Il controllo da fare oggi. Aprite le impostazioni della pagina e guardate l'elenco delle persone con accesso. Se c'è anche un solo nome di qualcuno che non lavora più con voi, o se l'unico amministratore è un ex dipendente, avete un problema che vale la pena risolvere prima di qualsiasi campagna.

Le informazioni che le persone cercano davvero

Le pagine aziendali si somigliano tutte nella parte inutile e si differenziano in quella che serve. Le informazioni che le persone aprono per prime sono sempre le stesse: cosa fate, dove siete, quando siete aperti, come vi si contatta.

La coerenza fra pagina Facebook, scheda Google e sito non è pignoleria: nome, indirizzo e telefono identici ovunque sono uno dei segnali che alimentano la fiducia sia delle persone sia degli algoritmi.

Immagini: due formati, un messaggio

La foto profilo viene vista quasi sempre piccola e rotonda: se è il logo intero con il payoff, non si legge nulla. Meglio il simbolo o la parte leggibile del marchio. La copertina invece ha spazio, e va usata per una cosa sola: il vostro lavoro, non un collage.

Messaggi: la parte che genera contatti

Molte richieste arrivano in chat, e la velocità di risposta è visibile pubblicamente. Impostare una risposta automatica che dice quando risponderete davvero e onesto e utile; impostarne una che finge una conversazione lo è molto meno.

Se rispondere entro poche ore non è sostenibile, conviene spostare esplicitamente il contatto su WhatsApp o telefono, indicandolo nella risposta automatica e nel pulsante della pagina.

Preparare la pagina alle campagne

Anche senza pubblicità immediata, tre cose vanno fatte subito perché dopo diventano ostacoli: la pagina dentro il portafoglio aziendale, il dominio del sito verificato, e il collegamento con l'account Instagram fatto dal portafoglio e non dall'app.

Sono mezz'ora di lavoro che evita giorni di blocchi quando c'è fretta di partire con una campagna.

Domande che ci fanno sempre

Posso usare il mio profilo personale per gestirla?

Serve un profilo personale come identità di accesso, ma la pagina deve appartenere a un portafoglio aziendale. La differenza si sente il giorno in cui quella persona cambia lavoro.

Serve pubblicare ogni giorno?

No. Serve pubblicare abbastanza da non sembrare abbandonati e rispondere ai messaggi in fretta. Due contenuti a settimana fatti bene valgono più di sette riempitivi.

La pagina serve anche se non facciamo campagne?

Si, come punto di verifica. Molte persone controllano se una pagina esiste e se è viva prima di contattare un'azienda che non conoscono. Una pagina ferma da due anni comunica qualcosa, e non è una cosa buona.

Scritto dal team Benhanced Aggiornato il

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